La strada che da Taurianova porta a Rosarno è un percorso accidentato di buche nel cuore della Piana di Gioia Tauro. Dapprima sono due ali di fabbricati irregolari e fatiscenti, poi sono lussureggianti agrumeti immersi tra maestosi ulivi a condurci sino al fangoso viottolo che porta alla cascina maledetta, abbandonata da anni e divenuta rifugio di circa centocinquanta africani, un decimo dei millecinquecento lavoratori neri che si stima siano presenti in questi giorni nella zona per offrire le proprie braccia alla raccolta di arance e di mandarini. È oramai notte quando arriviamo e la scena è illuminata da una lampada alimentata da un gruppo elettrogeno che per la “festa” è stato trasportato sin lì. Lo spettacolo che ci appare è surreale.
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