La notte di Budapest riguarda tutti. L'Europa non ignori l'Ungheria. L'Europa mette la Grecia al bando dalle sue nazioni per aver trasgredito - in effetti gravemente - alle regole della buona governance economica e finanziaria. Dieci anni fa scomunicava -e a ragione - un'Austria i cui dirigenti conservatori si erano alleati con il leader di estrema destra Jörg Haider. Ebbene, oggi, nel cuore dell'Europa, c'è un Paese il cui governo imbavaglia i media, smantella i sistemi di protezione sociale e della sanità, rimette in causa diritti che credevamo acquisiti come il diritto all'aborto, criminalizza i poveri.
C'è un Paese che ricade nello sciovinismo più ottuso, nel populismo più trito, nell'odio verso gli zigani e gli ebrei trasformati sempre più apertamente - come nelle ore più buie della Storia del continente - in capri espiatori di tutto quello che non va. C'è un Paese in cui si sta adottando, in nome di un principio di appartenenza che dobbiamo qualificare etnico o razziale, una legge elettorale che credevamo morta con il nazismo e che dà il diritto di voto a tutti i «connazionali» che non sono veri e propri cittadini, ma sparsi nel resto d'Europa.
Copyright 2009 - Ist. Paralleli
