Prigioni verdi e profughi. Sembra presa dalle pagine di “Cuore” di Edmondo De Amicis, l’episodio che la scorsa fine settimana ha sorpreso la Comunità di Forno. Un gruppetto dei profughi ospiti dalla scorsa primavera della casa parrocchiale di Ferria è tornato di propria volontà in quella che molti avevano definito “una prigione dorata in mezzo al verde”. L’episodio ha dell’incredibile. La scorsa settimana, come previsto, si è concluso il programma di accoglienza degli africani in paese, a seguito dell’arrivo del freddo che rende proibitivo proseguire il soggiorno in una borgata montana. La trentina di profughi viene suddivisa in gruppi: alcuni sono trasferiti a Torino, altri a Giaveno e i restanti 19 vengono caricati su un pullmino venerdì pomeriggio e lasciati a Ivrea in un altro centro di accoglienza.
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| Ritorno dei profughi_Coazze.doc | 24.5 KB |
| Dai timori all'accoglienza_Forno di Coazze.doc | 115 KB |
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