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IL DEBITO E LA MORTE DELLA POLITICA - G.Viale - globalmondo 29/11/11

PostDateIcon Mar, 29/11/2011 - 12:37 | PostAuthorIcon Redazione

Guido Viale scrive uno straordinario editoriale “Un audit sul debito”, sul Il Manifesto del 29 novembre. Straordinario per la disarmante e convincente lucidità di analisi ed ancora di più per la ricetta per evitare ( cosa possibile) la bancorotta della finanza mondiale e con essa l’economia del mondo occidentale come prima istanza. L’audit, cioè un inventario, sul debito che grava sul mondo, sull’Europa e sul nostro paese, è analizzato nella sua genesi e nel suo evolversi geometrico fino a creare la grande bolla di una “finanza virtuale che gli analisti stimano tra 10 e 20 volte il valore complessivo del PIL mondiale, valutato a sua volta sui 75.000 miliardi di dollari. E’ il risultato del liberismo “ prima gli individui, comandi il mercato” teorizzato da Margaret Thatcher e Ronald Reagan, che hanno guidato decenni orsono i governi della Gran Bretagna e degli Usa, e con le loro decisioni hanno “piegato” i rispettivi battaglieri sindacati nazionali. Quella delega ai mercati, solennemente unificati al singolare “il mercato”, che permane ha significato il sonno della politica che ha abdicato al suo ruolo.

Guido Viale ne descrive i passaggi fondamentali. Spiega con la sua capacità e facilità di scrittura semplice e sintetica il mondo della finanza virtuale e della speculazione ( dai prodotti finanziari ingannevoli alle materie prime) , il colossale trasferimento di 10 punti del Pil mondiale dai salari. Motiva il rischio reale di una bancorotta mondiale per venire a capo di una situazione così intrigata da essere sfuggita al controllo degli stessi “stregoni”.

La capacità di analisi e la lucidità descrittiva della gravità della situazione  di Guido Viale, anche in questo caso, non chiude alla speranza di un rimedio. Nel lungo e per un certo verso imperdibile editoriale, conclude così “Questa farsa deve finire. È ora di pensare - e progettare seriamente - un mondo capace di soddisfare i bisogni di tutti e di consentire a ciascuno una vita dignitosa anche senza "crescita". Semplicemente valorizzando le risorse umane, il patrimonio dei saperi, le fonti energetiche e le risorse materiali rinnovabili, gli impianti e le attrezzature che già ci sono; e rinnovandoli e modificandoli solo per fare meglio con meno.Non c'è niente di utopistico in tutto questo; basta - ma non è poco - l'impegno di tutti gli uomini e le donne di buon senso e di buona volontà”.

Il “fare meglio con meno” può essere declinato in più modi: quello che si sta affermando è l’inasprimento delle condizioni di lavoro, quello possibile è la proposta di una maggior produttività nelle imprese, nei servizi, nel pubblico e nel privato, che sia perseguita con uno scopo sociale che riguarda la finalizzazione dell’utile di bilancio ( profitti per il privato) e la crescita formativa e professionale dei lavoratori. Un problema prioritario per il nostro paese dove la produttività è ferma da  molti anni e con essa il tasso di crescita dell’analfabetismo di ritorno dei cittadini e di gran parte dei lavoratori. Oltre alle porte sbarrate per la sicurezza economica dei giovani.

- Allegato        Audit sul debito di Guido Viale su Il Manifesto del 29 novembre 2011

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