Al massacro di 30 cristiani Copti in Egitto – 3.300.000 di credenti, l’8% della popolazione egiziana - perpetrata dai militari il 9 ottobre, scorso nella piazza Tahrir, sono seguiti tentativi di cancellare il misfatto, o minimizzarlo, ritardando la comunicazione dei risultati dell’autopsia delle vittime fino al 27 ottobre. Accusati di violenza nella manifestazione organizzata per rivendicare libertà di culto e rispetto della loro fede, sono stati in realtà uccisi dalle fucilate dell’esercito e, in taluni casi, schiacciati dai cingoli dei blindati dell’esercito. È quanto denuncia il pontefice copto Chenouda III nell’incontro con il premier del governo provvisorio che ha sostituito il deposto Mubarak, Essam Sharaf. Egli ha dichiarato che la manifestazione era pacifica e i cristiani copti non avevano armi di nessun tipo.
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| Golpe islamista in Egitto.doc | 31 KB |
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