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CHI SIAMO E COSA PROPONIAMO

Il nuovo blog Sindacalmente.org è gestito da sindacalisti torinesi di area Cisl e Cgil che hanno l’obiettivo primario di essere utili alla ripresa dell’unità d’azione tra i sindacati, condizione necessaria per definire e battersi per riforme che trasformino il lavoro e la vita dei lavoratori. Si aderisce a titolo personale e non per rappresentanza. Ricerchiamo altre adesioni, di sindacalisti o di chi è impegnato in associazioni o movimenti. L’iniziativa era stata avviata a giugno 2009 da un gruppo di iscritti Cisl che criticavano le scelte dell’accordo separato per le nuove regole della contrattazione.

Ora lo scopo è quello di promuovere notizie, controinformazione, documenti, analisi, per  favorire una riflessione critica agli stati maggiori del sindacato che si sentono, con troppo orgoglio e sicurezza, di essere nel giusto procedendo ognuno per la propria strada. Eppure i risultati fin qui raggiunti sono scarsi, soprattutto sul piano della difesa occupazionale, del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, del miglioramento dei servizi universali quali la sanità e la scuola, per le pari opportunità reali ( carriera e stipendio) per le donne, per i diritti civili e sul lavoro per  i lavoratori immigrati, per la regolarizzazione dei permessi per chi è costretto a lavorare in nero.
 
Siamo critici verso il tremontipensiero lucido nell’analisi ma che rinvia nel tempo indefinito le soluzioni utili ai lavoratori e pensionati, così pure verso il sacconipensiero perché si propone di superare la contrattazione con una generalizzazione di enti bilaterali ( che implicano una contribuzione crescente a carico dei lavoratori). Rispetto l’attuale fase del sindacato siamo critici sia verso il bonannipensiero che accetta o subisce passivamente le compatibilità ed i tempi della politica governativa, sia verso il massimalismo-populista sindacale che indica obiettivi impegnativi senza indicare strumenti e modalità per conseguirli.
 
Perché abbiamo scelto il sottotilo “nel segno del leone”?  I collaboratori di questo blog sono sindacalisti, iscritti da alcune decine di anni, che hanno svolto ruoli di responsabilità e di rappresentanza sindacale ai vari livelli ( azienda, categoria, territorio) . Per tutti noi la militanza sindacale è stata oltre che un impegno sociale anche una scelta di vita con al centro la crescita dei diritti, della responsabilità, della partecipazione alle scelte il che richiede di sollecitare il senso critico.
 
Ci vuole impegno e coraggio specialmente quando si esce fuori dal cosiddetto “coro”, quando su questa o quella questione non è detto che ti ritrovi in maggioranza. Si parla molto di pluralismo ma se parli un linguaggio diverso dal “quartier generale” l’etichettatura che ti viene affibbiata è di tutt’altro tipo. Quanto è scritto nella testata del blog è reale, accade più di quanto lo si possa immaginare. Certo non ovunque ma nella maggioranza delle strutture sindacali.
 
Bisogna agire con il gioco di squadra ed anche non disperarsi se si rimane da soli. Il leone è un animale che associa i due atteggiamenti: caccia con un’organizzazione di squadra e agisce anche e va in solitario. Il leone ha coraggio. Ci vuole coraggio soprattutto per scuotersi da una certa apatia, dall’allineamento per convenienza, per ricercare nuove idee per una tutela più efficace dei lavoratori. Ci vuole coraggio per reagire a quanto una struttura gerarchica mette in campo quando teme la contestazione o semplicemente la critica. Ci vuole ancora coraggio per non cadere nell’analfabetismo di ritorno su grandi questioni che richiedono continuo aggiornamento e studio.
 
Per questo abbiamo scelto il segno del leone:ì; anche  perché  fummo definiti "vecchi leoni" in un paio di articoli comparsi su La Stampa di Torino e su L’Unità. Infine perchè  ci piace quel saggio sulla società del filosofo americano Rowls che utilizza la metafora della società dei leoni: il leone anziano propone un metodo per organizzare la società con questa premessa  “ non c’è giustizia senza libertà e non c’è libertà senza dissenso e critica “. Era molto apprezzata, un tempo, nei corsi di formazione sindacale. Rowls è un pensatore che piace ad Obama,  a noi Obama ha ridato qualche speranza. Ha senso e serve sentirsi un pò leoni, avere il coraggio per il dissenso pubblico non bisbigliato nei corridoi.
 
Il nostro obiettivo ( la cosidetta mission )  è, invece , offrire a tutti coloro che hanno a cuore il futuro del sindacalismo, uno spazio aperto per discutere, dissentire, approvare, informarsi, incontrarsi, proporre. In una parola far circolare idee e qualche salutare dubbio.
 
Spazio aperto vuol dire senza censure. Il detto “ panni sporchi si lavano in famiglia “ è ambiguo; le idee diverse e le critiche non sono “panni sporchi”, si può lavarli in piazza e stenderli in modo che tutti possano vedere e migliorare il bucato. L’osservazione che si “deve criticare e discutere negli organismi” ci appartiene alla condizione che sia attivata l’intera catena, compresa quella delle RSU e l’assemblea degli iscritti che allo stato attuale non esercitano alcun ruolo, se non quello di dare mandati elettivi ai congressi. Poco. Non è certo quanto recitano gli Statuti. Oggi il sindacato vive ingessato nella sua burocrazia, il cosiddetto gioco democratico si esaurisce nel pletora del pieno tempo, cioè di coloro che sono a libro paga, cioè la democrazia di una normale azienda, guidata dall’alto. La base conta poco o nulla. Si può cambiare e ci vuole coraggio.
 
Serve ricordare la definizione data sull’autonomia da un segretario Cisl del passato, Eraldo Crea :  “L’autonomia è un modo di pensare, analizzare, di decidere, di agire, di reagire; è un attitudine che matura nel profondo della coscienza di ciascuno, che si alimenta della capacità quotidiana di rivivere, soffrire, ed interpretare la condizione operaia. Tende a morire quando il legame con la classe lavoratrice si allenta; si esprime nella sua pienezza quando tale legame si rinsalda e si approfondisce. L’autonomia, quella vera, è un fatto di costume e un fatto di cultura”.
 
Su Sindacalmente.org tutti possono intervenire per commentare, proporre, offrire spunti di ulteriore riflessione, magari, di iniziativa e naturalmente per criticarci. A tutti daremo un caloroso benvenuto. La ricchezza e utilità del blog dipendono certamente da chi lo anima ma soprattutto dalla capacità di interessare e coinvolgere il maggior numero di persone, non solo sindacalisti. 
 
Chiunque può inviare commenti e articoli anche con un po’ d’ironia, segnalare letture interessanti, informare su iniziative nel territorio. Non abbiamo verità da proporre, ma qualche idea da discutere sì.
 
La Redazione, integrata a dicembre 2009, è così composta:
Antonio Buzzigoli, Toni Ferigo, Gianni Marchetto, Adriano Serafino, Alberto Tridente.
 
Per fare parte della redazione è sufficiente condividere la mission sopra sintetizzata, disporre di due ore alla settimana per riunirsi collegialmente, e scrivere un po’.
 
L’indirizzo editoriale per il primo quadrimestre 2010 seguirà di massima  quattro filoni di argomenti:
Il primo:  la nuova occupazione che non c’è e non è neppure programmata. La ricerca universitaria, quella applicata, le nuove tecnologie, le nano tecnologie, i nuovi prodotti, possono avere rilevanti ricadute per nuovi posti di lavoro e per la modernizzazione della società e la qualità della vita. La limitatezza dell’intervento attuale degli ammortizzatori sociali ( come estensione e qualità). La disoccupazione visibile e quella nascosta dalla Cig. La precarietà che colpisce i giovani ( la gran parte delle partite Iva sono attività di lavoro dipendente mascherato) e quella che investe sempre più le donne sospingendole “all’interno delle mura domestiche”, ad interessarsi della famiglia e stop. Sarebbe opportuno aggiungere una Voce del tipo, "Donne, lavoro, e casa".
Il secondo: nel quadro sopra indicato come pesa e come viene utilizzata “dal sistema” l’immigrazione regolare, irregolare e clandestina. Come rispondere al luogo comune, ben presente tra i lavoratori che gli immigrati “fanno concorrenza al ribasso o rubano il posto agli italiani”; oppure “ ci precedono nell’assegnazione di un posto all’asilo e nella graduatoria per avere una casa popolare”. Non sono solo luoghi comuni e vengono utilizzati per le fortune di schieramenti politici pronti a dilatare – per convinzione o per convenienza elettorale – le preoccupazioni e le paure dei cittadini, attingendo senza riserve all’armamentario dell’egoismo più sfacciato ed anche, in non pochi casi, del razzismo.
Il terzo: la salvaguardiadel potere d’acquisto dei salari per tutti i lavoratori e per i pensionati. In modo generalizzato per i salari e pensioni medi-bassi ( sotto i 1.200 euro). Obiettivo che si può raggiungere solo con politiche nazionali sui minimi contrattuali, sulla riduzione delle aliquote Irpef, sul contenimento delle tariffe di più largo utilizzo popolare ( carburanti e energia su tutti); sugli affitti. La Cisl butta fumo negli occhi quando, in questa fase soprattutto si affida al secondo livello ed alla partecipazione agli utili ( entrambi latitanti per ovvie ragioni). Sul versante delle pensioni l’attacco è continuo e sotto traccia ( innalzamento dell’età e riduzione dei coefficienti con automatismo, una sorta di logica da scala mobile a rovescio, in questo caso con riferimento all’indice dell’aspettativa di vita).
Il quarto: un lavoro d’inchiesta ( forse potremo mettere insieme più “teste” di quanto sul momento pensiamo) che aiuti a far comprendere le trasformazioni in atto nella nostra società. Si potrebbe iniziare con qualche azienda ( di questo o quel settore) per descrivere:
·         la nuova “composizione dei lavoratori” con attenzione particolare all’eventuale presenza di lavoratori europei o extra-comunitari; il problema del controllo operaio che muta profondamente con i processi produttivi caratterizzati da moderne tecnologie e dall’informatica;
·         la nuova “composizione d’imprenditori”, non solo nel no-profit e nella cooperazione,  per capire a quali modelli facciano riferimento e quanti provengano da esperienze dirette di lavoro dipendente ( ex-operai, ex-tecnici, ex-impiegati);
·         come operano le RSU, il rapporto tra di loro e con i lavoratori. Riflettere sulla rappresentanza sindacale ( come valutarla), sull’utilizzo e lo svolgimento delle assemblee, sulle modalità ed i quesiti di un referendum.
 
Infine due nuove rubriche:
 
1- dare consistenza, in quanto l’abbiamo utilizzata pochissimo, alla rubrica buone & cattive avendo attenzione ad un capitolo riguardante "Le esperienze esemplari", in particolari aziende e Comuni. I media ( come ha anche sottolineato recentemente il Papa) sono portati a dare molto risalto a ciò che va male ( es. la cosiddetta malasanità), alla cronaca nera e dintorni e poco alle buone azioni e buone notizie. Il quadro che emerge è sempre e comunque deprimente. E’ così la realtà?
 
2- Analizzare le nuove forme di lotta, di protesta, di ribellione. E con esse ragionare sulla divaricazione crescente tra le norme fondamentali della costrizione e la cosiddetta “costituzione materiale” cioè le leggi, i comportamenti ( tanto per citare: concorsi e appalti!) che regolano la vita economica e sociale quotidiana.
Cresce o no la dimensione di coloro, che per motivazioni diverse, affermano “perché rispettare le regole che stanno solo sulla carta?”.
 
Per la mailist :  impegno per completare una mailist di qualche centinaio di indirizzi senza la quale sarebbe lenta la conoscenza del nostro Blog.  
 
Per eventi . Sarebbe importante distribuire nostri articoli e logo ( un volantino giro/volta) in occasione di importanti appuntamenti delle organizzazioni sindacali, come direttivi territoriali, convegni e seminari. Un programma promozionale rapportato alle nostre forze..
 
Per comunicare con la redazione, per lasciare il proprio indirizzo di posta elettronica da aggiungere alla mailist delle news scrivere ad uno dei seguenti indirizzi:
 
alberto tridente        atridente@yahoo.it
adriano serafino      serafino@etabeta.it
vittorio rieser            vittorio.rieser@gmail.com
gianni marchetto     marchetto.gianni@gmail.com
antonio ferigo          a.ferigo@cisl.it
vito dambrosio        vitodambrosio@yahoo.it
antonio buzzigoli     antoniobuzzi@teletu.it
 

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