Salvamanager con astuzia ed un pò d'inganno. L'Italia non rispetta le direttive europee in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Con una lunga e dettagliata lettera di "messa in mora", recapitata il 30 settembre scorso al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, la Commissione europea ha aperto un procedimento di infrazione contro l'Italia. Facendo a pezzi, in sei punti, il Testo Unico sulla sicurezza, proprio nella parte riformata dal decreto Sacconi il 3 agosto 2009.
La Nota Isril N.29 offre lo spunto per considerare alcune tipologie di sprechi, diffuse nel nostro sistema sanitario, riconducibili alla condivisa deresponsabilizzazione del medico e del mutuato nei confronti dei costi delle prestazioni sanitarie erogate. Le prescrizioni facili (medicine, radiografie) cautelano il medico di base da sempre possibili ritorsioni legali (molti sono gli avvocati in cerca di clienti) e soddisfano il mutuato nelle sue ancestrali paure.
Carniti ritiene che siano «più gravi certe affermazioni di Tremonti degli applausi degli industriali al manager Thyssen». Quel gesto di Bergamo è stato inopportuno. È importante ricomporre i sentimenti almeno su queste tragedie. «Sarebbe necessario almeno un atto emblematico: stendere un tricolore su ogni vittima del lavoro, così come si fa con i soldati che muoiono nelle missioni all’estero. E più grave di quell’applauso a Bergamo sono state a suo tempo certe parole di Tremonti». Così si esprime un dirigente sindacale che ha speso la propria vita per affrontare i problemi del lavoro.
Omicidio volontario con eventuale dolo. Cosa cambia per la sicurezza sul lavoro dopo la clamorosa sentenza Thyssen? Moltissimo, finora le inchieste sulle vittime sul lavoro si fermavano al sopralluogo aprendo un fascicolo per individuare le colpe. Anche dopo il rogo del dicembre 2007 alla Thyssen il dott. Raffaele Guariniello iniziò come da prassi: indagine per omicidio colposo incaricando tecnici per l’analisi degli impianti. Però non aspettò gli esiti dell’accertamento.
Lavori usuranti: in porto il decreto che viene da lontano didi Giuliano Cazzola. In anteprima da Guida al Lavoro n. 17/2011. E’ l’ora dei lavori usuranti. Tutte le riforme degli ultimi venti anni hanno sempre previsto delle norme che riconoscevano requisiti più favorevoli, per il conseguimento della pensione, ai lavoratori adibiti a mansioni di particolare disagio, consentendo agli interessati di anticipare, in modo ragionevolmente congruo, i limiti della quiescenza.
Gianni Marchetto raccoglie in sette cartelle le sue idee partendo dalla convinzione che la crisi economica ha profondamente mutato tra i lavoratori la mappa cognitiva del rischio: la priorità è data alla sicurezza dell’occupazione, di avere o di conservare un lavoro anziché alla sicurezza sul posto di lavoro, tutela della salute. La maggioranza delle imprese utilizza la crisi per torchiare i lavoratori e quei pochi imprenditori che sono impegnati a salvaguardare l’occupazione e la salute dei lavoratori quando si rivolgono alle banche per avere prestiti per gli investimenti si trovano gli strozzini.
La settimana scorsa al Tribunale di Torino ha parlato l’illustre esperto mondiale sull’amianto, l’americano Barry Castelman, proposto dalle parti civili in causa. Il maxi processo Eternit va avanti con un’udienza a settimana e la sua conclusione non è prevedibile prima di un anno. E’ giunto ad una fase importante per accertare il ruolo e responsabilità della multinazionale svizzero/belga sulla strage provocata dal mesotelioma (tumore maligno alla pleura o al peritoneo causato dalle fibre amiantifere).
Il Centro di Riciclo di Vedelago a Treviso esiste dal 1999. Si occupa di separazione e riciclaggio di rifiuti. Non sembrerebbe nulla di straordinario, ed invece la peculiarità di questo impianto è data dalla percentuale di rifiuti che riesce a riciclare, ossia il 99%. E’un impianto di stoccaggio e di selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero di materiali. Il 14 ottobre scorso, alla Circoscrizione V di Torino - Borgo Vittoria , Madonna di Campagna, Lucento e Vallette - si è svolta un’Assemblea pubblica numerosa e molto partecipata, con la presenza di dirigenti Amiat ed Amministratori.
Il primo settembre si è insediato a Torino il nuovo Prefetto Alberto Di Pace. Ha affermatoche la sicurezza è la priorità e per sconseguirla servono integrazione e legalità. Sul problema dei Rom ha sottolineato che “Solo una minoranza di chi vive nei campi di Torino commette reati, mentre tutti vivono in condizioni di degrado e difficoltà; la sicurezza e il degrado sono due elementi distinti del problema, che non vanno confusi”.
Copyright 2009 - Ist. Paralleli
