E’ in corso, all’interno dello svilupparsi della crisi finanziaria internazionale, un fortissimo attacco ideologico portato avanti da una fortissima tecnocrazia di destra, che intende imporre una volta di più il proprio modello e il proprio “credo”, ristabilendo la forza dell’antica “contraddizione principale” tra sfruttati (una moltitudine) e sfruttatori (una ristretta cerchia) allargando il raggio dello sfruttamento al territorio, alla scienza, alla cultura, all’informazione, mutando ancor di più di quanto non sia già avvenuto nel corso del trentennio della controffensiva neo-liberista il rapporto tra struttura e sovrastruttura.
A poche ore del secondo incontro ( in pochi giorni) tra Governo e Parti Sociali sui media c’è il riverbero dei negoziati informali che precedono le decisioni che il Governo è tenuto a prendere per dare risposta alla Eu ed alla Bce ( lettera di Trichet e Draghi) per ottenere sostegno, ovvero l’acquisto di Titoli di Stato italiano difendendoli dalla speculazione in atto che fa schizzare in alto il tasso degli interessi.
La manovra correttiva dei conti pubblici con pareggio di bilancio al 2014 contiene una micidiale ( per i lavoratori e pensionati) norma di salvaguardia, per quanto riguarda la legge delega per la riforma fiscale, che se attuata determinerebbe un regime fiscale fortemente regressivo rispetto ad ora, ovvero paga più tasse chi ha meno reddito. E’ ciò che ha sempre predicato Tremonti portandosi dietro Luigi & Raffaele ammagliati dall’idea di realizzare la progressività sui consumi, sull’Iva, chi ha più reddito pagherebbe di più perché può acquistare di più.
La manovra economica da 48 miliardi e più è giustamente al centro dell'attenzione mediatica e dei cittadini ma la vicenda TAV, un'opera da 17 miliardi resta anch'essa al centro dell'attenzione non solo per il suo rilievo economico ma sopratutto politico, che spesso trascende in ordine pubblico. Gli atteggiamenti affrettati, ideologici, pregiudiziali e superficiali si sprecano. Per non parlare di quelli strumentali di tipo politico ed economico. I cittadini, vista la gravità della situazione sono sempre più interessati a capire e conoscere le cose nel merito, per formarsi una opinione avveduta, documentata. Seria.
L'Indice è nato a Torino per un'idea di Gian Giacomo Migone, che è stato anche il primo Direttore Responsabile di quel mesnile, un'iniziativa inedita per il nostro paese. Ora il giornale, che in vario modo ha fatto parte delle nostre vite da oltre 26 anni e che ha pubblicato 37.500 recensioni,i è in grave pericolo e rischia di morire. Malgrado un’economia all’osso e le prestazioni volontarie di molti di voi, dobbiamo riuscire a rifinanziare “L’Indice” con 200.000 euro per far fronte ad un debito di cui deve liberarsi e per avere un margine di reinvestimenti che eliminino il deficit corrente.
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Un vademecum per scoprire cosa c'è nel decreto Sviluppo, convertito definitivamente in legge il 7 luglio 2011.Tutte le novità, dalla riscossione degli accertamenti esecutivi alle pensioni per le vittime del terrorismo, passando per la carta d'identità elettronica, la rinegoziazione dei mutui, le novità per il mondo della scuola. Fra le novità si allentano le ganasce fiscali per i debiti fino a 2mila euro. Ecco le 79 voci in ordine alfabetico, l’ABC elaborato da Il Sole 24 ore. Molte voci sono interessanti e richiedono un’organizzazione dei servizi che si possa avvalere di nuove professionalità ( formazione) e strumenti informatici ( internet, bada larga, banda larghissima).
L'articolo allegato è stato pubblicato su Il Foglio di Ferrara alcune ore prima della sentenza in Corte d'Appello di Milano, resa pubblica Sabato 9 luglio, che condanna la Fininvest a pagare 560 milioni di euro a Carlo de Benedetti. Ricostruisce la storia che è iniziata vent'anni fa. Al centro della sentenza la conferma che è stato consumato molti anni fa uno dei più gravi reati contemplati dal codice : la corruzione di magistrati. Nel caso per disattendere il Lodo Mondadori.
Allegato - Storia di una mega multa su il Foglio del 9-7-11
Dalla valle alla città. Grandiosa e pacifica è stata la fiaccolata di venerdì 8 luglio a Torino. Da P.zza Albarello a P.zza Vittorio un'imponente corteo con uomini e donne di tutte le età, ma soprattutto tanti giovani, molte donne. Moltissime fiaccole hanno illuminato via Cernaia e Via Po sfilando per circa 40 minuti. Quanti erano? In Piazza Castello, all'incrocio con Via Roma, transitavano con un flusso di circa 500 persone al minuto, quindi in totale 20.000 contando solamente quelli che erano nel corteo. E' stata la fiaccolata più grande vista a Torino da moltissimi anni. Un successo di partecipazione e d'immagine per il popolo No tav che non risiede solo in valle Susa.
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