I decreti “salva-italia” e “cresci-italia” hanno ricevuto molti consensi a livello europeo ed internazionale, sono stati accettati o subiti come amara medicina dalla maggioranza del Parlamento e, per quanto sostengono sondaggi, anche dal paese. Sono esplose, non solo verbalmente, le reazioni delle corporazioni storiche italiane ( avvocati, notai, farmacisti, professionisti) e quelle di categorie (come i taxisti) che hanno avviato o annunciato manifestazioni e scioperi di protesta.
Il decreto varato dal Governo contiene norme che liberalizzano la concorrenza, o dettano nuove norme, in 15 settori: energia, carburanti, rete gas, assicurazioni, banche, commercio edicole, taxi, farmacie, ferrovie, autostrade, professionisti e notai, class action, imprese, pagamento imprese, infrastrutture.
Cari amici No TAV e No Grandi Opere Inutili, da qualche giorno Sergio Ulgiati, Ivan Cicconi, Luca Mercalli e Marco Ponti hanno preparato un Appello al Presidente del Consiglio Mario Monti, per chiedere un ripensamento sul progetto dell'alta velocità ferroviaria Lione-Torino. L'appello è aperto a universitari e professionisti in grado di esprimere una propria competenza di tipo tecnico, energetico, ambientale ed economico e spingere verso una trasparente revisione critica circa l'utilità del progetto.
L'appello, che può essere letto e firmato sul sito :
Si avvicina il 27 gennaio, giorno della Memoria della Shoah. Sabato 21 gennaio, La STAMPA ha dedicato all’evento alcune pagine di TUTTOLIBRI : il saggio introduttivo di Elena Loewenthal e due recensioni di Marco Belpoliti e Gabriella Bosco. Sul CORRIERE della SERA, Giorgio Pressburger racconta il nuovo libro di Imre Kertesz. Alleghiamo gli articoli tratti dalla rassegna stampa del sito www.informazionecorretta.it
Le liberalizzazioni che il governo s’appresta ad approvare sono auspicabili se fatte con granus salis senz acadere nell'ubriacatura delle privatizzazioni senza alcuna regola confindando nell'autoregolazione "positiva" del mercato. Alleghiamo due articoli sulle liberalizzazioni riguardanti due categorie ( avvocati e taxisti) che hanno poteri - diversi certamente - per mettersi di traverso alle trasformazioni anche quando sono ragionevoli. Mario Deaglio (per i taxisti e per coloro che hanno esborsato molti soldi per avere una licenza) e Ferdinando Grosso (per gli avvocati e gli ordini) hanno indicato soluzioni utili per conseguire liberalizzazioni ragionevoli.
Allegati
Adriano Sofri è libero per aver finito di scontare la pena. Il provvedimento per l'ex leader di Lotta Continua, condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi, è stato firmato sabato 14 gennaio dall'ufficio di sorveglianza di Firenze. Sofri era da tempo agli arresti domiciliari a seguito della grave malattia contratta in carcere. Non ha rilasciato dichiarazioni rispondendo così ai giornalisti: "Come sto? Sto a modo mio, ma non parlo. Magari tornate fra qualche giorno, ma solo per offrirvi un caffè, mi spiace". Poi se n'è andato all'Isola del Giglio dove ha assistito al dramma del nauvragio della Costa Concordia.
<<Per caso sono sbarcato nella capitale dell’Ungheria (non più Repubblica d’Ungheria) la notte del 2 gennaio scorso, cioè all’indomani dell'entrata in vigore di leggi che sembrano farne il laboratorio politico di un nuovo possibile autoritarismo precipitato dalla crisi economica.
Due o tre cose che non ho capito sui taxi. Mercoledì 11 gennaio, il sito di Repubblica si apriva con il titolo: “Monti alla Merkel: ‘Azione per ridurre i tassi’”, e per un momento l’ho letto con l’accento sulla i, e mi sono detto: “Ehi, ora andiamo anche a discutere in Europa della situazione dei nostri tassì. Il fatto è che non so voi, ma io non ho capito molto della famosa liberalizzazione dei taxi, eppure è uno dei pochi ambiti della vita sociale di cui ho qualche esperienza. E ho letto quello che potevo, dai volantini dei tassisti al vivace saggio di Cerasa sulla Roma postbersaniana del 2007. Ecco le cose che non ho capito.
Governo dopo governo, dagli anni Cinquanta a oggi, come si è evoluto il rapporto percentuale debito pubblico/Pil nel nostro Paese? Perché si è formato questo debito? Quali le responsabilità? In allegato Infografica con una analisi di Giorgio Arfaras, direttore della Lettera economica del Centro Einaudi.
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