La strada che da Taurianova porta a Rosarno è un percorso accidentato di buche nel cuore della Piana di Gioia Tauro. Dapprima sono due ali di fabbricati irregolari e fatiscenti, poi sono lussureggianti agrumeti immersi tra maestosi ulivi a condurci sino al fangoso viottolo che porta alla cascina maledetta, abbandonata da anni e divenuta rifugio di circa centocinquanta africani, un decimo dei millecinquecento lavoratori neri che si stima siano presenti in questi giorni nella zona per offrire le proprie braccia alla raccolta di arance e di mandarini. È oramai notte quando arriviamo e la scena è illuminata da una lampada alimentata da un gruppo elettrogeno che per la “festa” è stato trasportato sin lì.
Prigioni verdi e profughi. Sembra presa dalle pagine di “Cuore” di Edmondo De Amicis, l’episodio che la scorsa fine settimana ha sorpreso la Comunità di Forno. Un gruppetto dei profughi ospiti dalla scorsa primavera della casa parrocchiale di Ferria è tornato di propria volontà in quella che molti avevano definito “una prigione dorata in mezzo al verde”. L’episodio ha dell’incredibile. La scorsa settimana, come previsto, si è concluso il programma di accoglienza degli africani in paese, a seguito dell’arrivo del freddo che rende proibitivo proseguire il soggiorno in una borgata montana.
Scrive Fredo Olivero. L'Italia è un paese diretto da un imprenditore-evasore-corruttore e da un governo con molti incapaci, diversi inquisiti, che non governa il paese in modo autorevole. Succede nel mondo ma non è positivo. La condizione degli stranieri, in tempo di crisi, è molto peggiorata: disoccupazione, lavoro nero, convivenza (ci si riunisce in uno stesso alloggio di 30-50 mq. in due famiglie per condividere i costi). Sono
Secondo l’ISTAT da qui al 2060 serviranno all’Italia 200.000 lavoratori stranieri all’anno se si vorranno garantire sviluppo economico e sostenere il debito pubblico. Sul decremento demografico si è scritto molto e anche sulle scriteriate fobie leghiste, scissionismi di un’Italia che non è ancora una nonostante 150 anni di unità. Un Italia che è ferma, con un governo solo capace di nefandezze come quella di prendere ai poveri e dare ai già ricchi, penalizzando la produzione e rendendo ancor più difficile le possibilità di ripresa.
Ventisette milioni di emigranti, meno cinque milioni rientrati, il saldo è di ventidue milioni di italiani che hanno abbandonato l’italia in cento anni per creare altrove il proprio futuro. Meta dell’intera popolazione che contava l’italia all’inizio degli anni quaranta! Nell’America del Sud e del Nord, in paesi europei, nella lontanissima Australia, le terre meta dei nostri emigranti. Infiniti i Circoli Italiani che tengono viva la memoria dei loro vecchi emigrati in quelle terre: Trentini, Veneti e Piemontesi, Pugliesi, Siciliani e Calabresi, Napoletani e Abruzzesi.
I Tunisi che giungono in Italia sono liberi di muoversi in Europa, con il permesso temporaneo rilasciato dall’Italia, se dimostrano di possedere documenti e soldi. E’ quanto ha precisato il ministro degli Esteri francesi Claude Guéant: “48 euro per ogni giorno che intendono trascorrere nel Paese, altrimenti il Paese di accoglienza può procedere alla riammissione”. Da Lussemburgo alcuni commenti.“La linea che è uscita” dal consiglio straordinario dei ministri dell’Interno dell’Unione europea sull’immigrazione “è che l’Italia deve fare da sola”, ha detto Roberto Maroni, minacciando un’uscita dal club europeo.
In questi giorni, dopo “l’accordo” tra i due governi italiano e tunisino (provvisorio), forse avremo qualche rientro (forzato e finanziato) e molti “permessi umanitari” di 6 mesi per chi cerca lavoro, che l’Italia scaricherà in parte sulla Francia e sull’UE, e la fermata dei nuovi arrivi dalle coste africane, almeno fino alle elezioni amministrative. In allegato le quattro riflessioni di don Fredo Olivero Migrantes Piemonte e Valle d’Aosta
Il leader massimo della Lega ha lanciato la sua paola d’ordine per fronteggiare le masse in fuga conseguenti alle rivolte nel Maghreb, in dialetto “ Fora di ball”. Ora dopo aver lanciato la pietra, ritrae la mano. Traballa l’intesa con Berlusconi che deve trovare un’intesa con Tunisi. La stategia doc leghista, tradotta in italiano ha un fatale sbocco: l’egoismo individualista e di gruppo diventa il paradigma per selezionare e declinare i diritti umani, per chiudere gli occhi su quanto è avvenuto in particolare nelle terre della Tunisia.
Istituire la protezione temporanea è la sola via razionale per governare oggi l’esodo dalla Tunisia
Pubblichiamo il comunicato stampa dell'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione (Asgi). "Il necessario contenimento dei flussi migratori della Tunisia può avvenire solo con gradualità all'interno di un serio ed immediato programma di aiuti e cooperazione di cui non v'è al momento alcuna traccia, unito ad un nuovo realistico programma di ingressi regolari dalla Tunisia, ben superiori alle quote riservate finora dall’Italia agli ingressi di tunisini per lavoro stagionale e non stagionale".
Finalmente il governo riconosce quello che era evidente a chiunque sapesse leggere (e non è per niente difficile) i dati demografici (natalità degli ultimi 20 anni), anagrafici (composizione età), occupazionali (popolazione attiva) del nostro Paese. Finalmente il Ministro Sacconi riconosce la realtà : nei prossimi 10 anni serviranno 2 milioni di lavoratori immigrati (media 200 mila per anno). Più i famigliari. Sono disposto a scommettere che ne serviranno 4 milioni nei prossimi 20 anni; il doppio degli attuali già presenti. Perché per fare un ventenne servono 20 anni e.. 7-9 mesi.
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