Il caso Ungheria non riceve l’attenzione dovuta a causa delle vicende dell’euro e delle montagne russe dello spread, che calamitano i titoli dei media. Eppure è un’importante partita che si sta giocando nell’Europa e riguarda il suo destino. Una partita che si esprime nella crescente tensione tra le norme varate dal Governo ungherese e le istituzioni della Eu. Non si tratta solamente d'interessi economici e prestiti ma delle fondamentali regole democratiche e di convivenza sulle quali si basa l’Unione europea. Gli stati totalitari sono sempre nati facendo leva ed esasperando il nazionalismo, l’identità nazionale, l’etnia e suoi dintorni.
Prove tecniche di eurorifondazione, e di salvataggio italiano.Draghi offre una via d’uscita (il “fiscal compact”) alle visioni inconciliabili di Merkel e Sarkozy. Poi interverrà. Angela Merkel e Nicolas Sarkozy lunedì a Parigi vogliono presentare “proposte comuni” per una modifica limitata dei trattati europei, ma come spiega anche Le Monde, le visioni dei due leader sono inconciliabili.
Guido Viale scrive uno straordinario editoriale “Un audit sul debito”, sul Il Manifesto del 29 novembre. Straordinario per la disarmante e convincente lucidità di analisi ed ancora di più per la ricetta per evitare ( cosa possibile) la bancorotta della finanza mondiale e con essa l’economia del mondo occidentale come prima istanza. L’audit, cioè un inventario, sul debito che grava sul mondo, sull’Europa e sul nostro paese, è analizzato nella sua genesi e nel suo evolversi geometrico fino a creare la grande bolla di una “finanza virtuale che gli analisti stimano tra 10 e 20 volte il valore complessivo del PIL mondiale, valutato a sua volta sui 75.000 miliardi di dollari.
Denaro-denaro-denaro: il ciclo della finanziarizzazione. Oggi tocca all’Italia seguire le richieste della Banca europea, dell'Fmi, della Commissione della UE, cioè della finanza, per scivolare lentamente in un remake aggiornato del film di Atene. C’è un po’ di terrorismo in chi è contrario al fallimento nel descriverne gli effetti. Mi è chiaro che giungere a una qualche forma di fallimento non è come bere una tazza di caffè, ma il problema non è questo, il tema è: se ne può fare a meno? Una risposta a questo interrogativo presuppone una qualche considerazione sulle trasformazione del capitalismo. Un po’ mi devo ripetere, mi scuso.
In allegato il testo completo
Denaro-denaro-denaro: il ciclo della finanziarizzazione. Oggi tocca all’Italia seguire le richieste della Banca europea, dell'Fmi, della Commissione della UE, cioè della finanza, per scivolare lentamente in un remake aggiornato del film di Atene. C’è un po’ di terrorismo in chi è contrario al fallimento nel descriverne gli effetti. Mi è chiaro che giungere a una qualche forma di fallimento non è come bere una tazza di caffè, ma il problema non è questo, il tema è: se ne può fare a meno? Una risposta a questo interrogativo presuppone una qualche considerazione sulle trasformazione del capitalismo. Un po’ mi devo ripetere, mi scuso.
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Negli Stati Uniti i sindacati non sono molto forti. Rispetto ad una media europea di sindacalizzazione del 50 per cento (in Italia il 35 per cento) sul numero complessivo degli occupati, negli Stati Uniti soltanto 13 lavoratori su 100 sono iscritti ad un sindacato. Va un po' meglio nel settore pubblico dove sono il 36 per cento e decisamente peggio in quello privato dove sono appena il 7,5 per cento. Non è sempre stato così. Nel dopoguerra i sindacati erano molto più rappresentativi, ma a partire dalla "rivoluzione" (o controrivoluzione) reaganiana degli anni '80 iniziò un attacco a tutto campo contro le tutele sindacali e contro la contrattazione collettiva, che ancora non è terminato.
In questi giorni sono stati resi pubblici tre documenti vaticani: il primo, un messaggio di Benedetto XVI per la giornata del migrante; il secondo del Cardinal Bagnasco su quarant’anni di pastorale sociale in Italia. Il terzo sulla finanza internazionale è stato redatto dal Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, con il titolo Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un'autorità pubblica a competenza universale, nel quale si fa appello «alla riforma del sistema monetario internazionale e, in particolare, all'impegno per dar vita a qualche forma di controllo monetario globale, peraltro già implicita negli Statuti del Fondo Monetario Internazionale.
Al massacro di 30 cristiani Copti in Egitto – 3.300.000 di credenti, l’8% della popolazione egiziana - perpetrata dai militari il 9 ottobre, scorso nella piazza Tahrir, sono seguiti tentativi di cancellare il misfatto, o minimizzarlo, ritardando la comunicazione dei risultati dell’autopsia delle vittime fino al 27 ottobre. Accusati di violenza nella manifestazione organizzata per rivendicare libertà di culto e rispetto della loro fede, sono stati in realtà uccisi dalle fucilate dell’esercito e, in taluni casi, schiacciati dai cingoli dei blindati dell’esercito.
Al massacro di 30 cristiani Copti in Egitto – 3.300.000 di credenti, l’8% della popolazione egiziana - perpetrata dai militari il 9 ottobre, scorso nella piazza Tahrir, sono seguiti tentativi di cancellare il misfatto, o minimizzarlo, ritardando la comunicazione dei risultati dell’autopsia delle vittime fino al 27 ottobre. Accusati di violenza nella manifestazione organizzata per rivendicare libertà di culto e rispetto della loro fede, sono stati in realtà uccisi dalle fucilate dell’esercito e, in taluni casi, schiacciati dai cingoli dei blindati dell’esercito. È quanto denuncia il pontefice copto Chenouda III nell’incontro con il premier del governo provvisorio che ha sostituito il deposto Mubarak, Essam Sharaf.
La Nota N.30 Isril è uno degli ultimi scritti di Alexey Shevyakov, noto studioso russo di politica sociale, scomparso improvvisamente nel giugno 2011. E’ stato a lungo il direttore dell’Istituto degli Studi Economici e Sociali sulla Popolazione dell’Accademia di Scienze di Russia. Era impegnato sul fronte della denuncia e della elaborazione di proposte per la correzione dei drammatici squilibri sociali.
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