Nel 13° Rapporto, la Campagna Sbilanciamoci! non si è soffermata solo sull'analisi critica dei contenuti della Legge di Stabilità e sul Bilancio dello Stato, ma anche su tutti i provvedimenti di correzione dei conti pubblici con effetti nel triennio 2011-2013. Analisi quindi ma anche, e soprattutto, proposte di intervento, organiche e concrete, per fornire un valido sostegno all’economia, al lavoro e al welfare interventi che vanno nella direzione di una fuoriuscita dalla crisi nel segno della giustizia sociale, della redistribuzione della ricchezza, della sostenibilità ambientale e di un nuovo modello di sviluppo.
La serie Questioni di economia e finanza ha la finalità di presentare studi e documentazione su aspetti rilevanti per i compiti istituzionali della Banca d’Italia e dell’Eurosistema. Le Questioni di economia e finanza si affiancano ai Temi di discussione volti a fornire contributi originali per la ricerca economica. La serie comprende lavori realizzati all’interno della Banca, talvolta in collaborazione con l’Eurosistema o con altre Istituzioni. I lavori pubblicati riflettono esclusivamente le opinioni degli autori, senza impegnare la responsabilità delle Istituzioni di appartenenza. La Serie è disponibile è disponibile online sul sito www.bancaditalia.it.
La crisi della Grecia dimostra cosa succede quando la politica cede la sua autorità a istituzioni non elette come le agenzie di rating. È il momento di invertire la tendenza. In allegato articolo del Nobel Amartya Sen pubblicato su The Guardian di Londra il 24 giugno scorso.
In allegato il testo dell'articolo
Economia e conti pubblici, disoccupazione e cig, deficit e patrimoniali. Si potrebbe proseguire con un lungo elenco. Gli espedienti per abbellire o appesantire la realtà sono praticati da quasi tutti i governi, di certo il governo Berlusconi vanta un primato in materia. La cultura della sinistra ed anche, spesso, quella del sindacato hanno difficoltà a destreggiarsi, a governare i numeri. Ci sono molti trucchi quando si maneggiano le statistiche e per difendersi con efficacia non bastano né la buona oratoria né un po’ di sana retorica. Bisogna padroneggiare la materia, che richiede parecchio studio ed applicazione. Eppure a ciò bisogna arrivare per dare gambe ai sogni politici e sociali.
I limiti del progetto di Sergio Marchionne. Il risultato del referendum avvenuto alla Fiat di Mirafiori a Torino (2.735 a favore, 2.325 contro) ha fatto riemergere anche un’altra “storia possibile” nella politica industriale in Italia, quella che ha come modello Adriano Olivetti, l’imprenditore scomparso nel 1960. Troppo utopista o fortemente in anticipo sui tempi?
Auto e diritti. Produrre meglio con democrazia.Quarantasei economisti hanno sottoscritto la lettera allegata sull’accordo Fiat e sul referendum. Sostengono che produrre auto in Europa è possibile se c'è un forte impegno di ricerca e sviluppo, innovazione e investimenti attenti alla sostenibilità ambientale. Così inizia“Il conflitto Fiat-Fiom scoppiato alla fine del 2010 sul progetto per lo stabilimento di Mirafiori a Torino – che segue l'analoga vicenda per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco – è importante per il futuro economico e sociale del paese.
Ma i ricchi sono la nostra soluzione o il nostro problema? L'economista Guido Ortona ha fatto un interessante conto in tasca a Sergio Marchionne. Considerando che uno dei punti decisivi dell'accordo di Pomigliano d'Arco riguardava la riorganizzazione dei turni e la riduzione delle pause da 40 a 30 minuti, e che 10 minuti rappresentano all'incirca il 2% delle ore lavorate, equivalenti in termini di organico alla giornata lavorativa di un centinaio di lavoratori sugli oltre 2mila occupati, (..) il costo di cento lavoratori (quello che si risparmierebbe con l'entrata in vigore dell'accordo) è circa tre milioni di euro all'anno, cioè meno di un terzo di quanto hanno ricevuto nel 2009 Marchionne e Montezemolo messi insieme.
Gli spettacolari risultati della Hyundai e della sua affiliata Kia in Europa ( la sola casa automobilistica che ha aumentato sia i volumi di produzione che la quota di mercato in USA ) ,stanno attirando l’attenzione degli analisti organizzativi. Si comincia a parlare, in ricerche presso Università americane, di un “modello Hyundai” a cui , riteniamo, sarebbe bene dedicare attenzione. Non mancano i collegamenti con i nostri problemi nel settore. Per questo pubblicheremo nel sito specifici abstract .Il modello sembra funzionare molto bene negli USA ma in Sud Korea , il paese natale, è fonte di tensioni. Il motivo ? I rapporti sindacali non certo idillici.
Gli spettacolari risultati della Hyundai e della sua affiliata Kia in Europa ( la sola casa automobilistica che ha aumentato sia i volumi di produzione che la quota di mercato in USA ) ,stanno attirando l’attenzione degli analisti organizzativi. Si comincia a parlare, in ricerche presso Università americane, di un “modello Hyundai” a cui , riteniamo, sarebbe bene dediocare attenzione. Non mancano i collegamenti con i nostri problemi nel settore. Per questo pubblicheremo nel sito specifici abstract .
Paul Krugam, il premio Nobel per l’economia ha scoperto tardi la politica: dopo l’elezione di Bush nel 2000. “Ho attraversato come un sonnambulo i 20 anni precedenti”. “Credevo nella S.E.C., sembrava un mondo dove splendeva il sole”. Il ritratto del New Yorker.
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