Con il governo Monti ci sarà un chance per la pubblica istruzione? Chi è e cosa può fare Marco Rossi Doria, neosottosegretario all'Istruzione del governo Monti. Per voltare pagina, e non solo rispetto a Berlusconi-Gelmini. Un chiaro segnale di attenzione del governo Monti agli esclusi dalla scuola, ai giovani poveri, alle alternative della formazione attraverso il lavoro e dei percorsi professionali, alla necessità di trasformazioni profonde. Ai tanti che dentro e fuori il sistema di istruzione sanno restituire all’educazione i suoi significati autentici.
Secondo Gian Antonio Stella, “L’Islam spiegato ai leghisti” di Khaled Fouad Allam, è “lucido e documentato. Un libro che farà discutere”. Speriamo. Dubito che i leghisti leggano questo testo di un sociologo arabo persino arrivato al Parlamento italiano con il Pd. Il sussiego smorfioso dell’on. Roberto Castelli, quello che “marxianamente vive del proprio lavoro”, ti guarderebbe con l’aria di chi dice che gli basta quello che sa già. D’altra parte, quali siano le letture del cosiddetto popolo padano è un mistero.
C’è il brigatista che torna sui suoi passi e li racconta senza scadere in cedimenti retorici, senza risucchi indulgenti verso forme incredibili di vittimismo e senza farsi sconti. Soprattutto, non ne chiede. Soprattutto, non offre ai suoi giudici e ai media lo spettacolo del proprio “ravvedimento” magari ben retribuito con riduzioni di pena. Alla fine del suo percorso tormentato, con pochi capelli, molti anni di detenzione e molte sigarette, Vincenzo Guagliardo produce ora libri digitali per chi non ha l’uso della vista. E’ approdato all’acquisizione che già fu di Aldo Capitini: voler lavare l’umanità con l’acqua sporca (della violenza) prepara nuove tragedie invece di eliminare le vecchie.
Poveri, noi, un libro bello e coinvolgente, un libro 'profetico' e animato da un giusto sdegno che non può lasciarci indifferenti. E' di Marco Revelli, editato nel 2010. Di grande attualità. Trovo tuttavia un rischio, che dalla sua lettura nasca una colpevolizzazione indiscriminata di tutti gli attori sociali che non tenga conto delle obiettive difficoltà che le grandi trasformazioni dell'ultimo ventennio hanno comportato. Un esempio per tutti, già accennato sopra: è vero che i sindacati dopo la sconfitta nella Fiat nel 1980 hanno rinunciata a un ruolo di "movimento", ma è anche vero che in quel momento constatavano l'impossibilità di adoperare i vecchi metodi di lotta.
Investire nella cultura per favorire il cambiamento della politica. Assistiamo inoperosi -testimoni silenti e quasi incapaci ad esprimere un qualsivoglia dissenso di fronte alla deriva delle emergenze fondanti la nostra Repubblica- all’evidente dissolversi del ruolo essenziale, per l’equilibrio delle forze democratiche del Paese, assunto dai cosiddetti corpi intermedi, catalizzatori, un tempo, delle ragioni e dei valori presenti nella collettività, in grado di esprimere e di rappresentare, le istanze di rinnovamento pur presenti, ora come sempre, nella società civile.
Il Vaticano sequestra la festa dei lavoratori . È vero che il papa è stato operaio, ma ha lavorato solo un anno: l'impressione è che si voglia oscurare il primo maggio laico in modo artificiale e polemico. "Usare" la beatificazione in questo modo non testimonia la fede, ma vuole solo risollevare le sorti di una religiosità in declino.
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