A Torino si deve recuperare l’esistente, stop ai nuovi edifici. I costruttori non hanno dubbi: per l’urbanistica è finito un ciclo, dalla recessione non si esce puntando su nuove cubature ma lavorando sul recupero dell’esistente e sulla qualità edificata: una lezione che gli amministratori pubblici, alle prese con la necessità di fare cassa scommettendo sulla vendita dei diritti edificatori, sembrano non avere ancora compreso. Alessandro Cherio, il presidente del collegio dei costruttori di Torino, non è stupito del fatto che le Ferrovie non riescano a trovare un costruttore in grado di realizzare il grattacielo vicino a Porta Susa, davanti a quello in costruzione di SanpaoloIntesa.
Diritto alla casa, la crisi economica e le politiche di welfare. Berlusconi è andato, se valutiamo le politiche abitative operate dal suo governo non possiamo che dire: “meno male”. E’ presto per giudicare l’operato del governo di tecnici guidato da Monti, c’è ancora il tempo per prendere decisioni, ma dobbiamo dire che per ora il problema casa non è nemmeno apparso nelle dichiarazioni programmatiche. L’unico segnale positivo sono le detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazioni e risparmio energetico che sono state confermate.
Siamo sinceramente stupiti del recente atto della Giunta Comunale, che in data 22 novembre 2011 ha approvato l'alienazione alla società Pentagramma delle aree circostanti Palazzo del Lavoro (circa 34.000 mq), per "consentire la trasformazione e realizzare un progetto unitario".Si può essere favorevoli o contrari (come noi) alla realizzazione di un vasto centro Commerciale nell'edificio del Palazzo del Lavoro, che avrebbe meritato ben altra attenzione e avrebbe potuto ospitare funzioni pubbliche significative.
Il piano urbanistico Michelin riguarda un'area di 600 mila mq (cioè quanto l'attiguo quartiere di Falchera Vecchia). Prevede la costruzione di 2 grattacieli di 18 e 30 piani, più 65 palazzine alte dai 5 ai 10 piani. Un mega centro commerciale di 60 mila metri quadri, poco distante dall'Auchan di corso Romania e dal Panorama di Settimo. L'odierno stabilimento Michelin sarà ridimensionato: resterà il polo logistico e il nuovo centro direzionale dell'azienda, che troverà posto in una delle due torri previste. L'operazione frutterà alle magre casse di Palazzo civico circa 10 milioni di euro. La Regione ha espresso forti riserve e chiede chiarimenti.
Spina 3 è la più vasta trasformazione di Torino. Col suo milione di metri quadri, la quarta area di riqualificazione italiana. Nel passato, città di fonderie e manifatture, poi dismesse. Luogo di fatica e di lotte di 20.000 lavoratori, circondato da rioni ricchi di socialità. Oggi, quartiere di residenze e di centri commerciali, attorno al nascente Parco Dora. 16.000 residenti o addetti alle nuove imprese localizzate.
Mi fermo, mentre sul teleschermo scorrono le immagini della tragedia genovese: genitori che hanno perduto i figli, famiglie senza casa, negozio, lavoro e automobile alla quarta alluvione. La chiusura delle scuole avrebbe risparmiato alcune vite umane e non aver provveduto è una grave responsabilità.
Capisco pertanto il fiume in piena della contestazione che travolge il Sindaco di Genova. Ma per il resto, mi sento solidale con Marta Vincenzi non meno che con le vittime del disastro. Le hanno gridato vergogna, dimissioni, c'erano gli alberi nel greto dieci giorni prima e non vi decidete a pulirlo. A caldo, così ho pensato…mentre sono a tavola, senza rinunciare ad agnolotti, un po’ raffreddati, e nebbiolo.
Vendere piazza Bengasi? Il Comune è «interessato».Dimenticate le contestazioni popolari, sono riprese le trattative di Palazzo Civico con i costruttori. «Vendere» piazza Bengasi per far quadrare i conti del Comune di Torino? L'ipotesi circolata in primavera sembrava archiviata dopo i malumori suscitati tra i residenti della zona e all'interno della maggioranza di centrosinistra, invece resiste, è ancora sul tavolo degli assessorati all’Urbanistica e ai Trasporti. Parliamo della proposta di «sostituire » la piazza pubblica con due palazzi alti 13 piani, una serie di edifici da 6, un ipermercato e un parcheggio sotterraneo (collegato alla futura stazione del metrò).
La Giornata Internazionale degli Inquilini, con manifstazione a Bruxelles il 3 ottobre, pone al centro dell'attenzione pubblica le difficoltà di chi vive in affitto ed il disagio abitativo dei giovani. E' promossa dal sindacato internazionale degli inquilini.In Svezia dove era consuetudine che i figli andassero via di casa a 18 anni ha fatto scalpore la notizia che il 21% dei giovani sotto i 27 anni vive ancora con i genitori. In Italia il fenomeno è in costante crescita. La percentuale degli ultratrentenni che vivono in casa dei genitori è passata negli ultimi 25 anni per gli uomini dal 15,5% al 41%, per le donne, più indipendenti, di passa dall’8,7% al 20,8%.
Le politiche governative aumentano il disagio abitativo ma Raffaele Bonanni, nel suo intervento da tribuno popolare e governativo all'Assemblea Nazionale dei delegati Cisl e Uil al palasport di Roma del 21 maggio se n'è scordato. Dietro alle punte di emergenza rappresentata dagli sfratti, ed in particolare quelli per morosità, si nasconde una realtà ben più vasta fatta di numeri assolutamente preoccupanti: 650.00 domande di edilizia pubblica inevase, circa tremilioni di giovani tra i 25 ed i 36 anni che continuano a vivere con i genitori, oltre tre milioni di lavoratori emigrati che vivono in condizioni di sovraffollamento e di forte disagio abitativo, oltre il 70% delle famiglie in affitto (2milioni e 300mila nuclei familiari) ha un red
Copyright 2009 - Ist. Paralleli
