Di fronte al caso, come quello di Volvera, di una famiglia raggiunta da sfratto, disoccupazione e malattia, un moto di solidarietà è spontaneo. E' anche facile dare l'allarme per l'insufficiente capacità di intervento delle istituzioni.Ma indignazione e altruismo compaiono ogni tanto e solo grazie alla convocazione televisiva. Dove eravamo prima? Il nostro problema è di sapere se consideriamo normali e accettabili le enormi disuguaglianze che nel nostro paese colpiscono dignità e diritti di centinaia di altre famiglie ignorate dai mass media: sono in condizioni simili se non peggiori, ma non trovano chi alza la voce per loro.
Nuovo scandalo per la finanza speculativa. A Londra nella City lo chiamavano Voldemort, come il cattivo dei romanzi e dei film di “Harry Potter”, per il potere immenso che aveva sui mercati finanziari. E anche “Balena”, per la quantità di denaro prodigioso che metteva in moto con i suoi sempre più rischiosi investimenti. Quanto a lui, non proprio modestamente, si paragonava a Gesù, definendosi sul proprio sito internet come uno capace di “camminare sulle acque”. Di fare miracoli, insomma.
L’uscita della Grecia dall’euro non equivarrebbe all’amputazione di un arto malato come sostengono non pochi politici ed economisti ma quasi sicuramente l’inizio di un effetto domino, già evocato dal grande finanziere George Soros, che si può immaginare come un’eurozona-carciofo mangiata foglia a foglia dai grandi player della speculazione finanziaria mondiale. Così sostiene Giuliano Amato nell' articolo “Il carciofo dell’Europa sul piatto dei mercati” su Il Sole di domenica.
Dal mondo web ci è giunto un articolo di Franco Pinerolo che esamina il disegno di legge sulla riforma del lavoro con attenzione particolare agli ammortizzatori sociali, mettendo in risalto quelli che sono gli aspetti negativi. Detto in sindacalese è un esame molto critico che si sofferma sulla “bottiglia mezza vuota” e può sollecitare un proficuo confronto. Il documento conclude con un giudizio severo sul premier Monti che “ ha voluto imporre un ruolo residuale al sindacato, cancellando principi cardine della nostra Carta costituzionale, cercando di far passare l'idea che le forze sindacali non abbiano diritto a fare trattative.
Il patrimonio immobiliare pubblico vale 400 miliardi. E' comprensibile dunque che tale manciata di miliardi faccia gola a determinati settori privati. Nel momento che stiamo vivendo allo Stato servono risorse finanziarie. Vendere il patrimonio è una prospettiva decisamente non risolutiva del problema generale; di fronte alla quale è utile tener presente che l’alienazione del patrimonio pubblico è uno strumento di redistribuzione della ricchezza esistente a favore dei più ricchi.
"La sicurezza non può e non deve andare in crisi", ora occorre fare i conti con il lavoro che manca e non si vede l’inversione della fase recessiva. Le risorse da dedicare alla gestione dei rischi e per la sicurezza sul lavoro, in molte realtà aziendali, sono oggettivamente in diminuzione e non erano molte prima. Il rinvio della manutenzione programmata e l’elusione di una vera attività formativa per i lavoratori e le Rsl diventano – spesso – scelte tacitamente condivise di fronte ai bilanci in rosso. Occorre intervenire per evitare derive silenziose verso il disimpegno nella gestione quotidiana della prevenzione e della sicurezza.
Quanto succede ad Atene e Bruxelles sta occupando sempre più media e politici preoccupati a salvaguardare chi il futuro dell’Eu e la stabilità dell’euro, chi gli “interessi nazionali” alla stregua di un cortiletto; affiorano demagoghi narcisi e anche, per fortuna, riflessioni serie sull’avvenire europeo (vedi sul sito Appelli per l’Europa di V.Rieser). La questione Grecia è nuovamente al centro del dibattito europeo per le conseguenze della frammentazione politica dopo il voto elettorale. Sono falliti i tre tentativi previsti dalla prassi greca per formare un nuovo governo, il cerino è ritornato per un estremo tentativo al Presidente della Grecia. Ora si teme un ritorno alle urne ed una pericolosa uscita dall’euro.
Contributi pubblici alle imprese. Il supplemento Affari e Finanza di Repubblica del 7 maggio 2012 mette in prima pagina un articolo di Adriano Bonafede e Massimiliano Di Pace sugli aiuti alle imprese. Accanto, di spalla, un articolo di Alberto Bisin intitolato, incredibilmente, Giavazzi riempie un vuoto di idee. Ci sono gli sprechi; arrivano i tagli.
Il 3 e il 9 maggio "la Repubblica" ha pubblicato due appelli firmati da note personalità della politica e della cultura, e negli stessi giorni sono usciti accanto ad essi due articoli di Barbara Spinelli sui medesimi argomenti. Come si noterà, la prima data è precedente all'elezione di Hollande in Francia, e la seconda è dopo tale elezione.
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